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Santuario di Santa Maria di Galaso

  

Le vicende legate al santuario raccontano di un forte legame con l’acqua in un territorio storicamente povero di risorse idriche superficiali, ma ricco di falde sotterranee. Scendendo giù da una scala che si trova alle spalle dell’altare si arriva in una cripta realizzata all’interno di una vecchia cisterna: secondo la leggenda, a fine 1400 una donna molto malata che andava a Francavilla si fermò su questo pozzo a bere, quando apparve il volto della Madonna che promise la guarigione. Sotto le acque della cisterna si trovava un’immagine sacra raffigurante la Vergine col Bambino: dove vi era la cisterna fu realizzato il luogo di culto.
La chiesa fu costruita nel secolo XV, ma fu rimaneggiata soprattutto nel 1800, epoca a cui risale la facciata attuale. Entrando si apre una struttura a navata unica, mentre una scalinata permette l’accesso ad un livello inferiore, secondo un gioco di altezze che svela l’impianto a tre piani di questo santuario, nominato santuario diocesano nel 1949.
Particolarmente interessante è l’altare maggiore barocco in pietra leccese dipinta: al centro l’immagine della Madonna col Bambino che si trovava nella cripta e che sarebbe di epoca medievale.

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