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La Chiesa della SS. Trinità
La costruzione della Chiesa è antecedente alla visita pastorale del 1542, come testimoniato da Monsignor Platamone che la annovera fra quelle visitate durante il suo viaggio nella diocesi. Poco prima del 1621 vi ebbe sede provvisoria l’oratorio di San Filippo Neri. Essa non fu distrutta dal terremoto del 1693 tanto che, come risulta da una relazione, è già aperta al culto nel 1696. Radicali modifiche furono operate nel 1753 e ulteriori restauri furono eseguiti dal Cavalier Giuseppe Monelli Arezzo nel 1902. L’esterno è semplice e nella cella campanaria vi è una piccola campana datata 1755. L’interno è ad unica navata, con la tipica pavimentazione in pietra pece e uno splendido e importante altare su cui campeggia un quadro di Matteo Battaglia raffigurante la Santissima Trinità con San Filippo Neri orante. Alle pareti stampe ottocentesche incorniciate compongono la Via Crucis. Le sedioline con inginocchiatoio, risalenti al secolo scorso, sono l’una diversa dall’altra perché appartenevano ai singoli fedeli, i quali avevano ognuno la propria col monogramma decorato. Un’attenzione particolare merita l’altare consacrato da viaggio di pregiata manifattura lignea. Generalmente gli altari da viaggio erano compatti e leggeri, progettati per facilitare la pratica spirituale e religiosa durante i viaggi, e venivano realizzati in legno o metallo, potevano essere pieghevoli e includere scomparti per riporre oggetti come candele, incenso, statue o altri strumenti di culto e paramenti sacri.
Nella piccola sacrestia è possibile ammirare, oltre l’armadio con i paramenti per la Messa giornalmente officiata dal prete di famiglia, anche il pavimento più antico della casa realizzato in losanghe di pece, retaggio cinquecentesco della fabbrica, posto attorno alla roccia sulla quale poggia solidamente la costruzione.
I paramenti sacri: I paramenti sacri antichi siciliani sono veri e propri capolavori d’arte, spesso ricamati con fi li d’oro, coralli, sete pregiate e gemme. Essi rappresentano una delle massime espressioni dell’artigianato artistico dell’isola. Uniscono l’alta manifattura tessile, la ricchezza barocca e la profonda devozione religiosa. Realizzati principalmente tra il XVI e il XVIII secolo, questi arredi liturgici (pianete, piviali, dalmatiche e paliotti) testimoniano la sfarzosità della Chiesa siciliana e i legami storici con le corti europee. Molti paramenti antichi portano i ricami degli stemmi araldici delle famiglie aristocratiche siciliane (come i Branciforte o i Pignatelli), che finanziavano queste costose opere d’arte per ostentare il proprio prestigio e assicurarsi la salvezza eterna.
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