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Il Salotto Rosso
L’AMBIENTE: Salotto di raffi nata impostazione settecentesca, simmetricamente scansionato da porte, vere e finte, dipinte in bianco e oro, decorate da sovrapporte, con sontuosi broccati ottocenteschi. In unāarmonica e continua sinfonia di colori e tessuti un floreale tappeto ricopriva gli intarsi del pavimento di pietra pece e pietra bianca raffiguranti paesaggi idilliaci con templi greci. La volta in gesso e pietre ĆØ decorata con un affresco su carta; le pareti, rivestite da carta da parati con inserti dāoro, celano una pittura sottostante preesistente.
GLI USI: L’OSPITALITĆ Durante i ricevimenti gli ospiti si intrattenevano conversando, ascoltando musica o più amenamente giocando a carte.
IL CAFFĆ: Il rigoroso rito del caffĆØ, off erto in segno di benvenuto o dopo i pasti, non mancava mai. Nelle nobili dimore, il caffĆØ era una bevanda preziosa, da offrire in grandi tazzine dedicate, dette ācƬchireā o ācƬcareā, oggi quasi scomparse. Il caffĆØ e le sue miscele importate dalle antiche āaromaterieā della Palermo ottocentesca, costituivano il momento centrale del salotto e della convivialitĆ mondana. Ad esso si affiancavano altre bevande quali i tĆØ freddi aromatizzati con menta o chiodi di garofano, oppure il rosolio – liquore dolce e aromatico tratto dalla macerazione dei petali di rose o altre essenze tipiche – servito in eleganti bicchierini in vetro lavorato. Ad accompagnare le bevande vi erano coloratissimi ādolcetti da ripostoā, di pastafrolla o pasta di mandorle, farciti con conserve di arance, mandarini o zuccata siciliana e impreziositi da decorazioni di zucchero ispirate alla tradizione artistica isolana.
IL GIOCO: Sovente durante i ricevimenti si giocava a carte. In Sicilia il gioco ha sempre rivestito un ruolo fondamentale, non solo come passatempo ma come vero e proprio rito sociale, strumento di trasmissione culturale e momento di costruzione di relazioni nei contesti quotidiani e cerimoniali.
LA MUSICA: Anche la musica era protagonista nei salotti eleganti. Nellā800 alle donne veniva impartita unāistruzione primaria, presso collegi o convitti, dove le giovani fanciulle apprendevano la lingua francese, imparavano āi lavori donneschiā quali lāarte del cucito e del ricamo, il ballo e la musica e l’educazione alla preghiera.
ā¦. E I COSTUMI: Tuzzidda Monelli indossa un raffinato abito da pomeriggio del tardo periodo vittoriano. Il completo ĆØ composto da una giacca strutturata, blu navy, con ampi revers e polsini rifiniti in pizzo color crema, riccamente decorato con perline e dettagli in passamaneria, per lāelaborata chiusura frontale; ad esso si affianca una gonna parzialmente coperta da un grembiule di pizzo finemente lavorato, elemento distintivo degli abiti da giorno e da pomeriggio del 1880.
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