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Il Salone da Ballo e la Terrazza

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L’AMBIENTE: Il salone da ballo risplende di luci, impreziosito da un importante lampadario bronzeo cui si contrappone l’originale pavimento settecentesco realizzato con intarsi in pece e calcare, in passato rivestito da un tappeto ā€œinceratoā€ adatto al ballo. Davanti agli originari vetri, si gonfi ano le tende in filet, e attraverso le aperture si raggiunge la terrazza dove una insolita voliera in pietra accoglieva pappagalli e pavoni. La volta, con stucchi argentei, ĆØ stata modificata nel 1900 in occasione del matrimonio di Giuseppe Monelli con Marianna Sortino Trono e riporta le iniziali dei genitori dello sposo, don Giambattista Monelli e Donna Teresa Arezzo di Donnafugata, unitamente a quelle del figlio e della nuora, a suggellare l’unione familiare. Il vasto ambiente ĆØ rivestito di preziosa carta da parati intramata in oro ed ĆØ arredato con lunghi divani imbottiti la cui delicata seta ĆØ utilizzata per realizzare anche le complesse tende che adornano balconi e finte porte. Sopra i divani e sulla consolle dai piedi di grifone si innalzano grandiose specchiere in foglia d’oro con stemma di famiglia al centro.

GLI USI: IL BALLO I ricevimenti danzanti nella Sicilia dell’800 non erano solo occasioni di svago, ma veri e propri rituali sociali in cui si negoziavano alleanze, matrimoni e gerarchie di potere. Mentre il popolo danzava nelle piazze, la nobiltĆ  siciliana trasformava i propri palazzi in palcoscenici di sfarzo che nulla avevano da invidiare alle corti di Vienna o Parigi. L’accoglienza era orchestrata con estrema cura, al fi ne di far sentire ā€œospite d’onoreā€ chiunque vi partecipasse, trasformando questi eventi in “gare di splendore” tra casate nobiliari. Partecipare a un Gran Ballo richiedeva una preparazione rigorosa…

… E I COSTUMI: L’abbigliamento era un segnale immediato di status sociale. Per i cavalieri il frac nero era d’obbligo, accompagnato da guanti bianchi per evitare il contatto con la pelle o l’abito della dama durante il ballo; al contempo le dame indossavano abiti variopinti con gonne vaporose sostenute da crinoline (fi no a circa metĆ  ‘800), realizzati con metri di seta, pizzi e velluti pregiati. Anche l’elegantissima coppia di sposi ĆØ pronta per il gran ballo, frac per Giuseppe, e per Mariannina un abito da sera in velluto di seta nero con ricami in perline (jet beads), paillettes e pizzo francese Chantilly realizzato da una rinomata sartoria milanese.

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