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Il Giardino Segreto

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Il concetto di “giardino segreto” in Sicilia ĆØ legato alla cultura arabo-normanna, che spesso celava cortili verdi e rigogliosi all’interno di mura severe. L’antico giardino siciliano non ĆØ solo un luogo di svago, ma un ecosistema complesso. La sua fisionomia muta attraverso le epoche. Durante il Periodo Arabo (IX-XI secolo) nasce l’hortus conclusus, uno spazio chiuso e protetto, dove l’acqua ĆØ l’elemento centrale. Gli arabi introdussero sistemi di irrigazione sofisticati come i qanat e canaletti superficiali (saie). Durante la Dominazione Normanna, i sovrani trasformarono i giardini in ampi parchi reali detti Sollazzi Regi. Il più celebre era il Genoardo (dall’arabo Jannat al-ard, “Paradiso in terra”), che includeva palazzi come la Zisa e la Cuba circondati da specchi d’acqua e agrumeti. In epoca barocca e Ottocentesca, il giardino diventa scenografico, con fontane monumentali e l’introduzione di piante esotiche provenienti dalle spedizioni botaniche, come le palme che divennero il simbolo delle masserie. Elemento fondamentale e necessario ĆØ ovviamente l’Acqua. Gestita tramite saie (canali in muratura) e zappeddi (chiuse per deviare il fl usso), l’acqua serviva a innaffi are le “conche” realizzate attorno ai fusti degli alberi. Iconicamente il cuore del giardino ĆØ l’agrumeto (arance, limoni, cedri), arricchito da piante aromatiche (gelsomino, rosmarino, alloro) e alberi resistenti come il carrubo, il fico d’India ebl’

Tutte le Architetture presenti sono in pietra ovvero Muri a secco, sedili in muratura decorati con maioliche e pavimentazioni in cotto o pietra locale che definiscono i sentieri. Sovente giardini e vicoletti diventavano palcoscenico per romantiche serenate dedicate all’amata.

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