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Chiesa Confraternita di San Giovanni Battista

  

La chiesa confraternita di San Giovanni Battista è stata consacrata nel 1627 dopo essere stata costruita ex novo, forse sui resti di una chiesa precedente rovinata o abbattuta, che data la posizione al centro del borgo, poteva anche essere l’antica parrocchiale dedicata a San Martino fin dal 1006. La confraternita, che già operava da diversi decenni, essendo stata ufficialmente riconosciuta con bolla di Papa Pio IV nel 1560, era così potente tra le varie confraternite presenti allora a Palestro che aveva ottenuto anche il beneficio di un altare importante presso la parrocchiale, l’attuale cantoria sulla destra dell’altare maggiore (ove già trovava posto la più antica cappella di S. Caterina voluta dalla famiglia Borromeo), che racchiudeva il dipinto su tavola con la decollazione del Santo, che fu poi trasferito (forse solo nel 1946) nella nuova chiesa. La grande scena affrescata nella parrocchiale, di scuola novarese, raffigura infatti al centro lo sposalizio mistico di S. Caterina, poi coperto dalla citata pala d’altare, contornato da episodi incompleti ma leggibili, della vita di San Giovanni Battista. All’esterno, la facciata, seicentesca, molto semplice, con decorazioni in stucco solo tendenti al barocco, presenta un timpano classico con all’interno un cartiglio con la dedicazione al patrono, contornato da putti, ricostruito recentemente a seguito di crollo; la statua del Battista, all’interno di una nicchia contornata da cornici e motivi floreali sopra la porta d’ingresso, fu immurata nel 1871 e riscoperta solo qualche decennio fa. Il campanile, già preesistente o coevo al resto della struttura, presenta mattoni a vista come tutte le altre facciate esclusa la principale, fasce marcapiano, cella campanaria con monofore e tetto a padiglione. A livello planimetrico la chiesa è a navata unica, come consigliavano le regole architettoniche della controriforma, con l’altare maggiore posto pressapoco al centro della sua estensione in lunghezza lasciando ampio spazio alla zona presbiteriale e al coro, chiaro segno dell’importanza data alla liturgia cantata dai confratelli (e come risulta altresì dalla documentazione d’archivio tuttora ben conservata in parrocchia) e due cappelle laterali, aggiunte successivamente, quella di S. Rosalia sulla destra e quella detta delle Anime in lato sinistro. All’interno possiamo subito notare le volte a vela affrescate, nelle quali si possono ancora scorgere, nonostante le evidenti ridipinture e semplificazioni, le tracce di un impianto decorativo tipicamente seicentesco. Sulla parete di sinistra, subito entrando, spicca un’opera pittorica su tavola che rappresenta Gesù Cristo crocifisso al centro con San Giovanni Battista, la Madonna, San Giovanni Evangelista e Santa Marta. L’anno documentato è il 1498 ma se anche non vi fosse tale informazione la potremmo dedurre dall’impianto compositivo, dalla ieraticità dei soggetti rappresentati, conformi al pieno rinascimento, dalla scritta INRY con la Y, caratteristica di una moda linguistica tipica del periodo in questione; sullo sfondo una città murata, forse la Vercelli dell’epoca, come lascerebbe intendere il profilo riconoscibile di una torre ottagonale, o la Gerusalemme celeste e ideale dell’utopia umanistica. Uno stile netto ed elegante che potrebbe anche fuoriuscire dalla illustre bottega vercellese del Lanino. Proseguendo in senso orario, ci troviamo di fronte alla Cappella delle Anime, ove possiamo ammirare una tela con una seconda Crocifissione di Cristo, questa volta contornata dalla Madonna addolorata e dalle anime purganti: di autore al momento anonimo è datata 1737; una iscrizione in basso a destra testimonia il più recente restauro (1948) ad opera del pittore Stefano (Nello) Cambursano (1904-1992); la pala è contenuta all’interno di un dossale tardo seicentesco, di bottega vercellese, in legno intagliato; significative, come anche nell’altro dossale presente nella cappella opposta, le colonne tortili che anticipano il barocco più maturo. La Cappella di Santa Rosalia, a formare con l’altra, una specie di transetto, oltre al dossale in legno che oggi ospita una statua di S. Antonio da Padova e sulla parete opposta una tela più recente (1957) dello stesso Cambursano di Torino, raffigurante S. Antonio Abate (di cui presso S. Giovanni si usa festeggiare il culto con la tradizionale benedizione degli animali e delle macchine agricole), reca sulla parete principale l’omonimo altare in stucco modellato, dipinto e dorato, con una tela raffigurante la Madonna delle Grazie, San Giovanni Battista e Santa Rosalia, protettrice degli appestati. Il quadro risale almeno al 1630, l’anno della peste manzoniana che si abbatté tristemente anche nei nostri territori (tanto che anche a Palestro fu costruito un lazzaretto fuori dall’abitato e vi furono 87 morti su 1000 abitanti circa) pochi anni dopo la consacrazione di questa chiesa e riporta sullo sfondo di un paesaggio fluviale o lacustre con imbarcazioni, il tipico passaggio del carro dei monatti. Alcune fonti, non confermate, lo attribuiscono ad una delle figlie del Moncalvo (forse Orsola Caccia). Le balaustre (1763) e l’altare in marmi policromi (1780, come sembra riportare la scritta nella parte posteriore) sono documentati precisamente e sono attribuibili rispettivamente al marmorino vercellese Matteo Francesco Bottinello, l’autore dell’altare maggiore presso la parrocchiale e molto attivo in molte chiese d’ambito diocesano e allo scalpellino Giacomo Marchese di Saltrio. Nel presbiterio, oltre al coro ligneo, benché non originale di discreta fattura, vi sono ben 7 dipinti, tutti raffiguranti scene della vita di San Giovanni Battista. La tavola già citata, datata 1597 e realizzata in origine per la parrocchiale, rappresenta la Decollazione di San Giovanni Battista: una scena molto cruenta, la cui composizione può ricordare lo stile di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, presente con certezza nelle vicine parrocchie lomelline. Le altre 6 opere, tutte tempere su tela, risalenti al 1759, in uno stile di sapore neoclassico, purtroppo in condizioni non ottimali a causa della forte umidità, rappresentano nell’ordine, da destra a sinistra: San Giovanni Battista condotto davanti a Erode ed Erodiade, San Giovanni Battista che indica Gesù Cristo alle turbe, l’Annunciazione di San Zaccaria, l’anzidetta Decollazione, Maria che visita Sant’Elisabetta (o Sacra Visitazione), il Battesimo di Gesù Cristo e la Natività di San Giovanni Battista. Tutte le cornici in legno intagliato dipinto e dorato sono della seconda metà dell’800, di probabile bottega vercellese.

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Nota per essere stata teatro della famosa battaglia di Palestro durante la Seconda Guerra di Indipendenza Italiana, oggi, con il suo patrimonio culturale e la strategica posizione di contatto tra la Lombardia e il Piemonte, è tra le principali tappe della #ViaFrancigena nella #Lomellina. ------------------------- Per scoprirla meglio è stato realizzato questo video dal Comune di Palestro con il prezioso contributo di Edison Gas e Luce. Pronti a salire sulle ali di #SkylabStudios e lasciarsi andare al cammino francigeno?

RIFERIMENTI DOCUMENTARI E BIBLIOGRAFICI

  • Archivio parrocchiale di Palestro
  • Archivio comunale di Palestro
  • AA.VV., Palestro, numero unico, Gallardi e Ugo Editori, Vercelli 1893 (rist. 1961, 1974, 1989)
  • AA.VV., Memorie di un architetto, Torino 1897
  • R. Orsenigo, Vercelli Sacra, Vercelli 1909
  • G. Battezzati, Palestro, Gallardi, Vercelli 1921 (rist. 1991)
  • E. Zambelli, Memorie sulla storia antica di Palestro, Paltrinieri, Novara 1959
  • E. Zambelli, Palestro - memorie cronistoriche, S.E.T.E., Vercelli 1970
  • E. Zambelli, Palestro - memorie cronistoriche, supplemento al 1° volume, S.E.T.E., Vercelli 1971
  • M. Merlo, Castelli, rocche, case-forti, torri della Provincia di Pavia, Volume Primo, Editrice Fusi, Pavia 1971
  • A. Bongianino, Palestro, la Festa del Castello, Palestro 1975
  • V. Cervetta (a cura di), Ossario di Palestro (1893-1993), Comune di Palestro, 1993
  • E.Zanone, Palestro 1940-1945, Gallo, Vercelli 1995
  • AA.VV., Parrocchie allo Specchio, Saviolo, Vercelli 1996
  • AA.VV., Approfondimenti di storia palestrese, Comune di Palestro, 1998
  • E. Zanone, Le chiese di Palestro, Vercelli 2003
  • AA.VV., 1006-2006 La chiesa Parrocchiale di Palestro, Vercelli 2006
  • E. D. Vicini, Educazione forma e decoro: le scuole lomelline del secondo ottocento al primo novecento, in Viglevanum, Anno XXVIII, aprile 2018

 

Testi Arch. Riccardo Pasquino
Fotografie Andrea Fornasini
Traduzioni in inglese a cura della Scuola Secondaria di I grado F. Ressico di Palestro. (Anno Scolastico 2018-2019)

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