La più Economica Segnaletica Turistica Interattiva con Qr Code. Ogni Comune ha bisogno di una segnaletica che possa dare informazioni ai turisti 24 ore su 24, illustrare tutto il patrimonio culturale in più lingue, migliorare la fruibilità dei monumenti, integrarsi perfettamente con la città e rendere più facile l’accessibilità per il turista e il cittadino.

VUOI DIVENTARE LA PROSSIMA CITTÀ INNOVATIVA?

ATTENZIONE

QrTour è ottimizzato per essere navigato da dispositivi smartphone e tablet.

Per vedere il contenuto della pagina scansiona il QrCode con il tuo device.

Monumento Ossario ai Caduti in Battaglia

  

Il 28 maggio 1887 il consiglio comunale di Palestro, presieduto dal Sindaco Giovanni Cappa, deliberò la costruzione di un Ossario in memoria dei caduti della Battaglia del 30-31 maggio 1859. Già dal 1868 esisteva un monumento in ricordo dell’episodio risorgimentale: la statua dedicata al soldato italiano, scolpita dallo scultore Giovanni Bellora di Milano, su commissione dell’allora Deputazione provinciale di Pavia e realizzata vicino alla chiesa parrocchiale, dove si trova tuttora. Ma una degna sepoltura per i caduti meritava nel contempo anche un segno artistico più grandioso. Così dopo la costituzione di un comitato generale, inizialmente poco fruttuoso, il 7 giugno del 1889 viene nominata una commissione esecutiva che avvia subito una capillare raccolta di fondi e offerte, acquista il terreno e finalmente, nel febbraio 1891, bandisce un concorso a carattere nazionale. Su 92 artisti coinvolti 39 furono i partecipanti da tutto il centro-nord Italia e ben 49 i progetti presentati (molti dei quali sono conservati presso l’archivio comunale) ed esposti nella sala consiliare. Per definire le proposte migliori la commissione aveva eletto a sua volta una giuria artistica il cui presidente è lo stesso arch. Giuseppe Locarni, autore dei restauri della parrocchiale. Poiché nessuno dei progetti, a giudizio della giuria, avrebbe potuto conciliare “quel grado di solidità e resistenza richiesto in edifici di carattere monumentale” con la somma disponibile di sole 18.000 lire, essa demandò la decisione finale alla commissione esecutiva, limitandosi a segnalare, “per novità di concetto e per eleganza di forma” sei soluzioni: quella del prof. Raimondo D’Aronco di Cuneo, che ne aveva presentati tre in tutto, quella dell’arch. Giuseppe Sommaruga, che ne aveva presentati altri due, purtroppo perduti, l’arch. Raineri Arcaini di Milano, lo scultore Luigi Sereno di Vercelli, il prof. Mario Ceradini di Venezia, che intentò poi causa al comune, e l’arch Giuseppe Boni di Firenze. Tra i partecipanti, anche la proposta non segnalata dell’ing. Domenico Dusnasi di Vercelli, che aveva da poco progettato e realizzato il nuovo palazzo municipale. Nonostante le molte polemiche sorte a seguito del verdetto della giuria artistica, la commissione esecutiva, con deliberazione del 26 dicembre 1891, affidava dunque all’arch. Giuseppe Sommaruga l’incarico di rivedere al ribasso il progetto pur mantenendone inalterati dignità ed impatto estetico. I lavori si svolsero quindi dal mese di giugno del 1892 al mese di marzo dell’anno successivo. Due donazioni per un totale di 8.000 lire furono inviate direttamente dalla famiglia reale “per affrettare l’ultimazione del Monumento ai caduti di Palestro”. Il 28 maggio del 1893 con grande partecipazione popolare e culturale e la presenza di numerose autorità civili e militari, tra cui il Duca D’Aosta in rappresentanza del Sovrano, il monumento fu inaugurato; solo la settimana precedente, con una cerimonia molto partecipata ma mesta e composta, le ossa dei soldati furono ivi traslate dal cimitero comunale. L’Ossario di Palestro è opera giovanile, una delle primissime realizzate, di un architetto che divenne poi, anche grazie alla visibilità qui ottenuta ma soprattutto alle sue grandi doti, un maestro del Liberty. Allievo di Camillo Boito e molto influenzato da Otto Wagner, se si era già distinto a livello nazionale per aver vinto, in collaborazione col Broggi, il concorso per il nuovo Palazzo del Parlamento a Roma (1889), non realizzato, si mise poi ulteriormente in mostra con l’incarico di architetto generale delle Esposizioni Riunite di Milano del 1894. Riuscì a farsi apprezzare particolarmente nell’architettura residenziale e funebre. I suoi principali capolavori sono il Palazzo Castiglioni di Milano (1903), le tre ville e il mausoleo Faccanoni a Sarnico (1907) e l’Hotel Campo dei Fiori o Grand Hotel Tre Croci (1909-1912) a Varese. Soprattutto in quest’ultima realizzazione ispirò, forse, le idee futuriste di Antonio Sant’Elia. Il Sommaruga (1867-1917) fu anche contemporaneo di una grande personalità internazionale come Frank Lloyd Wright (1867-1959), che ebbe però tutto il tempo di evolversi e figurare tra i maestri dell’architettura moderna. Il sacrario di Palestro sorge su un’area rialzata, nel lembo più occidentale dell’abitato verso Vercelli e a chi giunge da tale direzione, si presenta obliquamente come una quinta di invito; la sua mole appuntita e slanciata (circa 30 metri fuori terra) ma di impatto decisamente marziale, si impone da lontano sul coronamento verde del parco delle Rimembranze. All’esterno la pianta quadrata si sviluppa centralmente in altezza con sovrapposizione dei vari elementi: il basamento rustico in ceppo mezzano, il dado superiore in ceppo gentile, il fregio con dodici feritoie quadrate, tre per lato, la cupola a piramide tronca a facce curve in laterizio, un ulteriore dado sempre in laterizio che sostiene l’obelisco terminale e la pietra che regge il parafulmine. A livello decorativo impressionano, per le fattezze originali e i colori, i 12 mascheroni in ceramica policroma posti dinnanzi alle rispettive finestrelle nel fregio; alla stessa maniera, seppure in gran parte rovinate, colpiscono gli analoghi colori delle formelle ceramiche con motivi floreali applicati a contrasto nell’ampia e articolata superficie della cupola in mattoni. Le 28 teste di leone in bronzo riportano l’insieme compositivo ad una vaga classicità mentre tra le varie scritte celebrative in lettere di bronzo e oro, alternate a mosaici, catalizza l’attenzione la frase che campeggia sul pannello sovraporta: “La religione della patria che qui vi raccoglie sia augurio di fratellanza alle nazioni”, del prof. Bertolini di Bologna. All’interno, in una stanza quadrata di circa 4 metri per lato e 7 metri di altezza, a volta ribassata e con pareti rivestite di un finto marmo ottenuto con piastrelle in vetro lucido verniciate sul lato interno, lo spazio centrale del pavimento è occupato dalla cripta in cui sono conservate le ossa dei caduti, completata da una grata in ferro battuto con festoni, che ricorda stranamente elementi presenti in opere più tarde del Sommaruga. Le teche in legno ancora esistenti sui due lati ospitavano un piccolo museo con armi ed altri cimeli che, a seguito di alcuni tentativi di furto, fu poi trasferito presso il palazzo municipale. Il monumento è stato oggetto di un recente intervento di restauro voluto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia nel 2011, che ha riguardato soprattutto la pulitura e consolidamento delle superfici esterne.

Videoguida LIS

Clicca play per la Videoguida con in LIS

 

Mappa

 Condividi la tua posizione

 Visualizza a schermo pieno

Scegli un altro punto di interesse

Ingrandisci

Rimpicciolisci

Pieve Airways

Clicca il tasto play per vedere la Videoguida con la segnante in Lingua Italiana dei Segni

 

Kids

Clicca il tasto play per vedere la Videoguida con la segnante in Lingua Italiana dei Segni

 

Drone Tour

Nota per essere stata teatro della famosa battaglia di Palestro durante la Seconda Guerra di Indipendenza Italiana, oggi, con il suo patrimonio culturale e la strategica posizione di contatto tra la Lombardia e il Piemonte, è tra le principali tappe della #ViaFrancigena nella #Lomellina. ------------------------- Per scoprirla meglio è stato realizzato questo video dal Comune di Palestro con il prezioso contributo di Edison Gas e Luce. Pronti a salire sulle ali di #SkylabStudios e lasciarsi andare al cammino francigeno?

RIFERIMENTI DOCUMENTARI E BIBLIOGRAFICI

  • Archivio parrocchiale di Palestro
  • Archivio comunale di Palestro
  • AA.VV., Palestro, numero unico, Gallardi e Ugo Editori, Vercelli 1893 (rist. 1961, 1974, 1989)
  • AA.VV., Memorie di un architetto, Torino 1897
  • R. Orsenigo, Vercelli Sacra, Vercelli 1909
  • G. Battezzati, Palestro, Gallardi, Vercelli 1921 (rist. 1991)
  • E. Zambelli, Memorie sulla storia antica di Palestro, Paltrinieri, Novara 1959
  • E. Zambelli, Palestro - memorie cronistoriche, S.E.T.E., Vercelli 1970
  • E. Zambelli, Palestro - memorie cronistoriche, supplemento al 1° volume, S.E.T.E., Vercelli 1971
  • M. Merlo, Castelli, rocche, case-forti, torri della Provincia di Pavia, Volume Primo, Editrice Fusi, Pavia 1971
  • A. Bongianino, Palestro, la Festa del Castello, Palestro 1975
  • V. Cervetta (a cura di), Ossario di Palestro (1893-1993), Comune di Palestro, 1993
  • E.Zanone, Palestro 1940-1945, Gallo, Vercelli 1995
  • AA.VV., Parrocchie allo Specchio, Saviolo, Vercelli 1996
  • AA.VV., Approfondimenti di storia palestrese, Comune di Palestro, 1998
  • E. Zanone, Le chiese di Palestro, Vercelli 2003
  • AA.VV., 1006-2006 La chiesa Parrocchiale di Palestro, Vercelli 2006
  • E. D. Vicini, Educazione forma e decoro: le scuole lomelline del secondo ottocento al primo novecento, in Viglevanum, Anno XXVIII, aprile 2018

 

Testi Arch. Riccardo Pasquino
Fotografie Andrea Fornasini
Traduzioni in inglese a cura della Scuola Secondaria di I grado F. Ressico di Palestro. (Anno Scolastico 2018-2019)

Font Resize