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Abitati e necropoli della prima Età del Bronzo
Durante il Bronzo Antico, Medio e Recente, si assiste a un’occupazione capillare del territorio nella Valle del Fiora, con la presenza di alcuni centri di grandi dimensioni, e numerosi piccoli nuclei di capanne posti sia sui pianori, che sparse nei fondovalle.
Le abitazioni erano costituite da capanne di forma circolare o ellittica, con strutture di tronchi e pali di sostegno. Un esempio è stato scoperto a Ponte San Pietro Valle: si tratta di una capanna a pianta circolare del diametro di circa 3 m, con una pavimentazione di argilla cotta il cui perimetro era delineato da buchi che sostenevano le strutture lignee portanti. Il focolare era collocato all’esterno della capanna, segno che anche nell’area esterna all’abitazione si svolgevano numerose attività quotidiane. Un secondo esempio proviene da Scarceta.
L’attività dei metallurgi si perfeziona e appaiono per la prima volta forme di tesaurizzazione: pani di bronzo, materiali finiti, rottami da rifondere, vengono accumulati in appositi nascondigli in genere collocati lungo le strade che l’artigiano fonditore percorreva per portare la sua merce nei diversi villaggi. E’ probabile che il bronzo assuma in quest’epoca valore pre – monetale.
Le necropoli dell’età del Bronzo si distinguono rispetto a quelle di Rinaldone per la monumentalità dell’architettura tombale. La cella non è più ‘a forno’ ma quadrangolare, preceduta da un lungo dromos (corridoio) che sostituisce il vestibolo. La loro imponenza fa ipotizzare che fossero destinate a un ceto egemone che sembra emergere nel territorio proprio nelle prime fasi dell’età del Bronzo. Inoltre la forte somiglianza di queste strutture tombali con quelle micenee testimonia una forte intensificazione degli scambi culturali con il mondo egeo.
Tombe di questo tipo nella valle del Fiora sono state rinvenute a Prato di Frabulino e Roccoia (Farnese, VT). Quella Prato di Frabulino era destinata ad almeno quattro individui, due dei quali probabilmente di sesso femminile. Il corredo era costituito da quattro vasi, alcuni vasetti miniaturistici, una collana in faïence (pasta vitrea) e tre fermatrecce in argento.
Gli oggetti di lusso testimoniano la presenza di un gruppo di elevato rango sociale ed economico. Una vera e propria necropoli monumentale è invece quella di Roccoia, situata a poca distanza da Prato di Frabulino. Qui sono state rinvenute quattro tombe a camera con dromos di accesso e affiancate tra loro, forse disposte lungo una via sepolcrale.
Essendo state depredate dai clandestini, hanno restituito solo pochi elementi del corredo, ma di particolare rilievo è la presenza di vasi anche nel dromos, forse a testimoniare cerimonie in onore dei defunti.
Le abitazioni erano costituite da capanne di forma circolare o ellittica, con strutture di tronchi e pali di sostegno. Un esempio è stato scoperto a Ponte San Pietro Valle: si tratta di una capanna a pianta circolare del diametro di circa 3 m, con una pavimentazione di argilla cotta il cui perimetro era delineato da buchi che sostenevano le strutture lignee portanti. Il focolare era collocato all’esterno della capanna, segno che anche nell’area esterna all’abitazione si svolgevano numerose attività quotidiane. Un secondo esempio proviene da Scarceta.
L’attività dei metallurgi si perfeziona e appaiono per la prima volta forme di tesaurizzazione: pani di bronzo, materiali finiti, rottami da rifondere, vengono accumulati in appositi nascondigli in genere collocati lungo le strade che l’artigiano fonditore percorreva per portare la sua merce nei diversi villaggi. E’ probabile che il bronzo assuma in quest’epoca valore pre – monetale.
Le necropoli dell’età del Bronzo si distinguono rispetto a quelle di Rinaldone per la monumentalità dell’architettura tombale. La cella non è più ‘a forno’ ma quadrangolare, preceduta da un lungo dromos (corridoio) che sostituisce il vestibolo. La loro imponenza fa ipotizzare che fossero destinate a un ceto egemone che sembra emergere nel territorio proprio nelle prime fasi dell’età del Bronzo. Inoltre la forte somiglianza di queste strutture tombali con quelle micenee testimonia una forte intensificazione degli scambi culturali con il mondo egeo.
Tombe di questo tipo nella valle del Fiora sono state rinvenute a Prato di Frabulino e Roccoia (Farnese, VT). Quella Prato di Frabulino era destinata ad almeno quattro individui, due dei quali probabilmente di sesso femminile. Il corredo era costituito da quattro vasi, alcuni vasetti miniaturistici, una collana in faïence (pasta vitrea) e tre fermatrecce in argento.
Gli oggetti di lusso testimoniano la presenza di un gruppo di elevato rango sociale ed economico. Una vera e propria necropoli monumentale è invece quella di Roccoia, situata a poca distanza da Prato di Frabulino. Qui sono state rinvenute quattro tombe a camera con dromos di accesso e affiancate tra loro, forse disposte lungo una via sepolcrale.
Essendo state depredate dai clandestini, hanno restituito solo pochi elementi del corredo, ma di particolare rilievo è la presenza di vasi anche nel dromos, forse a testimoniare cerimonie in onore dei defunti.
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