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Le altre comunità eneolitiche

Le genti di Rinaldone non erano gli assoluti padroni della valle del Fiora. Le ricerche archeologiche hanno permesso di individuare altri due gruppi ben definiti, entrambi posteriori alla fase di Rinaldone, ma la cui posizione rispetto ad essa è ancora in fase di chiarimento.

LA CULTURA DI SASSI NERI
La cultura di Sassi Neri è per ora nota solo dai rinvenimenti in un gruppo di grotte nell’omonima località nei pressi di Capalbio (Grosseto). Di essa è possibile ricostruire solo il rito funebre, che consisteva nel deporre (o gettare) i morti in una grotta naturale, senza che per ciascuno venisse approntata una specifica tomba.
Queste grotte naturali, che hanno subìto nel corso degli anni devastazioni e saccheggi da parte di scavatori clandestini, erano considerate dall’età del Rame fino all’età del Bronzo e a volte anche fino all’epoca etrusca e medievale, dei luoghi sacri, un punto di collegamento tra il mondo dei vivi e quello ultraterreno, collocato nel sottosuolo.
Gli oggetti rinvenuti a Sassi Neri, per lo più boccali di forme e dimensioni diverse sembrano collegarsi a qualche rituale specifico piuttosto che da interpretarsi come oggetti di corredo.
Questo tipo di deposizione funebre differenzia profondamente le genti dei Sassi Neri dai Rinaldoniani e sembra collegarle maggiormente alle coeve popolazioni della parte più settentrionale della Toscana e in parte dell’Emilia.
I materiali presentano alcuni elementi in comune con quelli di Rinaldone, ma richiamano anche tipi della cultura eneolitica del Gaudo, sviluppatasi in Campania.
Questa somiglianza induce a ipotizzare che, durante l’età del Rame, circolassero specifici manufatti, oppure che piccoli gruppi di genti del Gaudo in cerca di metalli, risalissero le coste tirreniche dall’area campana fino alla Toscana, lasciando dietro di sé tracce di rituali e offerte in alcuni luoghi considerati di culto o sepolcrali.

LA CULTURA DEL VASO CAMPANIFORME
Quella del Vaso Campaniforme è una cultura presente in tutta Europa durante la media e tarda dell’età del Rame. Frammenti riconducibili ad essa sono stati trovati nel territorio Vulcente, a Torre Crognola e Poggio Olivastro (Canino, VT), e, nel medio corso del Fiora, a Crostoletto di Lamone, Punton di Villa Casale Tiberi e Fontanile di Raim (Ischia di Castro, VT) in quest’ultimo caso associati a materiali di tipologia rinaldoniana.
Questo aspetto culturale, diffuso dalla Spagna fino alla Vistola e presente in Italia, dalla Lombardia alla Sicilia e alla Sardegna, inserisce la valle del Fiora in un circuito culturale di ampia portata, dovuto certamente alla ricchezza metallifera del territorio.

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