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Abitati e santuari

Con i pochi dati a disposizione eĢ€ ancora difficile ricostruire il tipo di vita e l’organizzazione sociale e culturale del Neolitico. Gli scavi svolti nel corso degli anni ’90 in due interessanti siti, l’abitato di Poggio Olivastro e la fase piuĢ€ recente della Grotta delle Settecannelle, ci aiutano tuttavia a comprenderli almeno in parte.
L’abitato di Poggio Olivastro, risalente alla prima metaĢ€ del V millennio, sorge in posizione elevata sui versanti dei Monti di Canino, da cui domina per lungo tratto la piana dove poi sorgeraĢ€ la cittaĢ€ etrusca di Vulci, fino al mare.
L’insediamento eĢ€ stato rinvenuto casualmente durante lo sbancamento di una cava di travertino che, come spesso accade, ha contribuito alla sua scoperta, ma anche alla sua parziale distruzione.
L’insediamento si trovava sulla cima di un’altura ed era circondato da un grande fossato difensivo di forma ellittica, largo circa 3 metri, con un diametro di circa 90 metri.
Al suo interno si trovavano numerose capanne (sono stati individuati oltre 400 buchi di palo), la cui posizione, non sulla terra da coltivare, ma su un sito distante e in posizione elevata, testimonia l’inizio di un rapporto con il territorio che giunge fino ai giorni nostri.
A testimonianza dell’esistenza di una fitta rete di scambi, lo scavo ha restituito frammenti ceramici di tipi caratteristici dell’Italia settentrionale (forme e anse tipo Lagozza) e meridionale (vasi tipo Serra d’Alto, in Puglia), mentre l’analisi dell’ossidiana attesta contatti anche con la Sardegna e le isole Eolie.
La Grotta delle Settecannelle si inserisce invece in un sistema di grotte-santuario dell’area tosco-laziale frequentate spesso a partire dal neolitico fino alla piena etaĢ€ del Bronzo.
Queste grotte, dove spesso si trovano offerte votive e talvolta anche sepolture, dovevano essere veri e propri centri di culto legati a divinità agrarie, alla terra e a un aldilà sotterraneo.
Tra le meglio conosciute si ricordano la Grotta dell’Orso a Sarteano (Siena) e quella del Beato Benincasa (Pienza, Siena). PiuĢ€ a Nord la Grotta della Romita di Asciano (Pisa) e a Sud la Grotta Patrizi al Sasso di Furbara, nei pressi di Roma.
La destinazione rituale della Grotta delle Settecannelle è confermata dal ritrovamento del cranio di un bambino di circa dodici anni, deposto accanto ad un grosso masso e a un frammento di macina.
I ritrovamenti di numerosi frammenti di ceramica a decorazione impressa cardiale, riferibili a vasi di una notevole varietaĢ€ di forme per la prima volta attestati nella valle del Fiora in un contesto indagato con scavo scientifico, permette di identificare il corso del fiume Fiora come una delle vie di penetrazione della civiltaĢ€ neolitica dalla costa verso l’interno della penisola.

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