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Ori – Tra assenza e presenza, le sculture rigorose di Tonina Cecchetti

  

Le “sacre custodi della vita” di Tonina Cecchetti.

Tonina Cecchetti, artista che da tempo si occupa nella sua opera, del mondo squisitamente femminile, in special modo attraverso quei tratti dell’età puberale, tanto arcana quanto ricca di simboli ancestrali e di rituali iniziatici. Utilizza speciale e multiforme materia, ora fragile, ora eterna, talvolta caduca. Una materia persino antica e umile, come lo spago che si avvolge in volute e geometrie nella culottes delle sue donne -bambine. Nell’ampia produzione dell’artista non mancano accenti dai toni più drammatici come nella “Donna Bambina” anche lei stretta nella sua esile corporeità tutta infantile, specchio della sua fragilità interiore, che con occhi imprudentemente fiduciosi e curiosi si apre alla esplorazione dell’esistenza. La via del canto di Tonina trova la sua conclusione in ” Dialoghi interni “opera che dà forma plastica allo spazio mentale della donna, luogo di contrasti e ambiguità, dove vengono gelosamente custodite visioni dorate e parole d’ oro zecchino come i dettagli della maschera infantile. Qui la materia, che nelle altre opere era levigata, si fa vibrante e si ricopre di morbido gesso, la luce scorre veloce e accentua il tono dinamico del dialogo interiore a cui risponde un volto rassicurante di donna.

Ori – Tra assenza e presenza, le sculture rigorose di Tonina Cecchetti.

Le donne, soggetto delle opere di Cecchetti, sono “calve” e “mancanti” di una parte del corpo. La visione di queste opere, non è mai “rassicurante”, anzi possiamo parlare di “perturbante” nel senso freudiano.
Non è un caso che, accanto al “vuoto”, al “negativo”, abbiamo la “positività” della elegante “vestizione”, realizzata con l’oro, con il ricamo e stoffe preziose, ora anche con le piume. Cecchetti sviluppa il suo lavoro con rigore e coerenza, senza cedere a impropri cambiamenti stilistici e poetici, rimanendo salda nei suoi contenuti e nelle sue forme. Queste ultime si dimostrano raffinate, e evidenziano le grandi capacità tecniche di questa artista che possiamo annoverare tra i nostri migliori scultori in ceramica, erede, per molti versi seppur nella diversità, di un altro grande scultore umbro, Leoncillo.
La poetica di Tonina Cecchetti gioca su un duplice registro di elementi, contrastanti ma complementari, che, come vuole la sintesi dialettica della filosofia hegeliana, trovano equilibrio e unità.
Giorgio Bonomi

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