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Cristo Risorto In Gloria – Rosso Fiorentino

  

Nel Salone Gotico è esposta la grande tavola di Rosso Fiorentino, il Cristo Risorto in Gloria, realizzata su commissione della Compagnia del Corpus Domini, il cui contratto di allogazione è conservato a Firenze all’Archivio di Stato delle Corporazioni Religiose, un tempo nella Basilica Cattedrale e dall’anno 2000 trasferita al museo. L’opera, realizzata tra il 1528 e il 1530, ha una sua genesi particolare, stando alle informazioni tratte da Le vite del Vasari l’artista: “figurò un popolo e un Cristo in aria adorato da quattro figure, e quivi fece mori, Zingari e le più strane cose del mondo”.
L’estrema originalità e l’innovativa aderenza al testo evangelico trovano la più vera spiegazione nella personalità bizzarra ed inquieta dell’artista, orientato ad cambiare profondamente i codificati schemi pittorici: ecco pertanto il Cristo che ha fatto partecipi della sua gloria i santi, promette la medesima gloria a quanti sono dimenticati, ai poveri, raffigurati nella parte inferiore del dipinto; alcuni dei quali riscoperti solo dopo un intervento di restauro del 1983 all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze.. Questa tavola risulta essere una delle opere più significative di Rosso Fiorentino da lui dipinte prima di recarsi in Francia alla Corte di Francesco I di Valois.

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