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Paliotto di Papa Celestino II

  

Nella Sala II è esposto un Paliotto del XII secolo realizzato in argento sbalzato e cesellato, parzialmente dorato, importante documento di oreficeria romanica; fu donato alla città, secondo la tradizione, da Papa Celestino II (1143-1144), di famiglia castellana (Guelfucci), Canonico della Cattedrale dal 1114, per abbellire l’altare del Duomo superiore di Città di Castello. L’opera scampata a rapine e distruzioni, presenta al centro il Cristo benedicente con ai lati i simboli dei quattro Evangelisti e intorno, suddivise in quattro scomparti rettangolari, le Storie della Vergine e di Gesù composte su una base di legno. Il Paliotto fu realizzato da più maestranze con evidenti influssi bizantini ma superati da un sentito plasticismo. Per certa libertà d’impostazione si inserisce nel vivo della cultura romanica di tradizione carolingia-ottoniana. Non sappiamo dove fu prodotto: probabilmente a Roma oppure nella città tifernate, dove gli artisti erano allettati a dimorare dalle ricchezze della Chiesa locale. Fu Pietro Toesca (1877-1962), uno dei maggiori esperti di Arte Medievale, a darne una definizione stilistica più precisa, individuando un linguaggio più affine alla scultura lombarda.

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