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La bottega di San Giuseppe

  

Maestro di Serrone, tra il primo e il secondo decennio del XVII secolo.
Olio su tela, cm 263×183, Foligno, Museo Capitolare e Diocesano

La celebre tela di rara potenza magnetica e coloristica che proviene dalla chiesa parrocchiale di Serrone, un piccolo centro della montagna folignate, costituisce un aspetto significativo di una delle più importanti congiunture nella pittura di primo Seicento. In quell’intima realtà tra casa e laboratorio, in cui abilmente sono descritte materia e luce, il bambino gioca con le asticciole tagliate dal padre e le sigilla col filo di lana del lavoro della madre; l’attenzione dei genitori è tutta sulla piccola croce in mano a Gesù. Il tema trattato è pertinente al luogo, un paesino di boscaioli e di falegnami, e viene trattato con grande adesione alla quotidianità e sottili giochi allusivi.
L’opera di alta poesia figurativa, in cui l’artista ha saputo infondere una straordinaria intensità di sentimenti al piccolo gruppo di famiglia, venne scoperta durante la ricognizione della pittura seicentesca e risulta priva di qualsiasi corredo documentario, araldico, epigrafico che possa favorirne l’attribuzione. La qualità altissima, in cui forte è la matrice caravaggesca nordica, sembrerebbe riferibile ad un artista presumibilmente straniero (francese o fiammingo). Tra le altre è stata ipotizzata un’assegnazione a Georges de la Tour, con una datazione intorno al 1616-1617, seppur non esistono prove documentarie né motivazione di ordine storico che possano giustificare la presenza di un’opera del celebre pittore lorenese nel piccolo borgo montano.

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