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Chiesa di San Giacomo

  

L’iscrizione nella navata fissa al 1513 l’intonacatura a completamento della costruzione, mentre gli affreschi datati tra il 1560 e il 1570 sono attribuiti a Girolamo Del Zocco. L’acquasantiera del 1531 è del lapicida Giovanni Antonio Pilacorte, mentre nella sacrestia è conservato un crocifisso settecentesco di Pietro Sacchi. Sulla facciata esterna il bassorilievo di San Cristoforo (1935), protettore dei pellegrini, è opera di Giovanni Rampogna, autore anche della Madonna col Bambino custodita all’interno. La chiesa è dedicata a San Giacomo e rientra in quello che un tempo era il percorso lungo che partiva dalla Turchia per arrivare a Compostela in Portogallo. Una locanda serviva da ristoro ai pellegrini che avevano appena attraversato il Cellina provenienti da Murlis. L’iscrizione nella navata fissa al 1513 l’opera di intonacatura, e solo recentemente sono riapparse tracce degli affreschi attribuiti a Girolamo Del Zocco, realizzati tra il 1560 e il 1570. All’ingresso vi è un’acquasantiera del 1531 del lapicida Giovanni Antonio Pilacorte, mentre nella sacrestia è conservato un crocifisso settecentesco di Pietro Sacchi. La facciata esterna è impreziosita da un bassorilievo di San Cristoforo realizzato nel 1935 dallo scultore Giovanni Rampogna, autore anche della Madonna col Bambino custodita all’interno. Probabile la presenza di un portico quattrocentesco davanti l’ingresso principale per dare riparo ai viandanti. Una raffigurazione di S. Giacomo risale al 1928 in sostituzione di una tela settecentesca della Vergine col bambino tra gli apostoli Filippo e Giacomo. L’altare originario forse del 1769 opera dei tagliapietra Silvestro e Giuseppe Comiz di Pinzano venne traslocato nella cappella dell’Asilo Infantile nel 1969.

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