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La Via Clodia e il Ponte del Diavolo

  

I romani, dopo la conquista dell’Etruria (metà III secolo a.C.), rinnovarono la rete stradale della regione attraverso la creazione di nuove arterie consolari; tra queste la Via Clodia nasceva con lo scopo di collegare più agevolmente diversi centri dell’Etruria meridionale interna a Roma. Il suo percorso andava in parte a ricalcare brani della viabilità preesistente. Tra le principali tappe del suo itinerario va annoverata Blera; giungendo in prossimità dell’abitato da sud-est, la strada digradava verso la valle del Biedano oltrepassando il torrente su un’ardita struttura, il così detto Ponte del Diavolo (I sec. a.C.). La struttura presenta il tipico profilo a schiena d’asino, poggiante su tre arcate, di cui la centrale più ampia. I fornici sono realizzati in grandi blocchi squadrati di peperino, posti in opera a secco. Al di là del ponte la strada risaliva lungo il fianco del pianoro entrando a Blera da sud. Lungo questo tratto suburbano, ancora percorribile, sono riconoscibili diverse tombe ad arcosolio tardoantiche e numerose altre cavità rupestri di epoche diverse, usate sino a pochi decenni fa come ricovero per animali, cantine e per altre attività agricole e artigianali.

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